Alitalia e il prestito ponte
La vicenda Alitalia probabilmente durerà ancora per un bel pezzo. Argomento sfruttato e divorato in campagna elettorale come una vicenda di “facile gestione” per alcuni e per altri “una matassa complicata da anni di cattiva gestione”. Il risultato è comunque lo stesso, l’azienda è costantemente in perdita, a causa della sua organizzazione interna e in un periodo di pesante crisi per le compagnie aeree di tutto il mondo.
Allora ecco l’idea: un prestito ponte, non un aiuto di stato come dicono quei simpaticoni dell’UE, di 300 milioni. Grazie a quei soldi, Alitalia gestirà il suo rilancio verso il futuro… tutto facile, no? Anni e anni di cattiva gestione e piani industriali sbagliati, investimenti fallimentari, risolti da 300 milioni. Si otterrebbe forse qualche risultato in più gettando quei 300 milioni dalla finestra, l’importante come dicono alcuni era non vendere ai “nemici” francesi…
Ma se la maggior parte delle persone si interrogano prestito si, prestito no, aiuto di stato si, aiuto di stato no, altri, come l’on. Andrea Sarubbi del PD (che ringrazio), si interessano sulla provenienza di quei soldi.
I 300 milioni destinati ad Alitalia vengono tolti a qualcos’altro. [...] 205 milioni di euro sono tagli al cosiddetto Fondo per la competitività e lo sviluppo, altri 85 invece verranno tolti al Fondo per la finanza d’impresa. Il primo serve a finanziare progetti di innovazione industriale; il secondo, invece, facilita l’accesso al credito. [...] Gli altri 10 milioni verranno tolti al Welfare: soldi inizialmente destinati a progetti di inclusione sociale degli immigrati: quei pochi spiccioli, insomma, che finiscono alle Onlus ed alle associazioni di volontariato.
E’ interessante notare la differenza di copertura mediatica ricevuta per l’arresto di Wanna Marchi e la provenienza dei fantastici 300 milioni, Aiuto di Stato ad Alitalia: si, perchè sono veramente aiuto di stato, come ha detto l’UE e come aveva tempo fa detto Di Pietro.
Complimenti vivissimi.


