Il prezzo della benzina

Posted on 22 Giugno 2008. Filed under: Pensiero, più o meno | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , |

Considerazioni sul perché non diminuiranno i prezzi dei carburanti

Ho recentemente letto parecchi post e articoli riguardo il caro benzina, il caro petrolio, ecc. In Italia il prezzo è certamente lievitato parecchio in questi ultimi anni, ed è scoppiata una mini polemica riguardo, non tanto la presenza delle “mitiche” accise sui prezzi dei carburanti, piuttosto sulla composizione di esse… la prima e la più “esilarante” è sicuramente la prima: quelle 1,90 lire nel 1935 per finanziare la guerra di Abissinia. Chissà se il Ministro per la Semplificazione (wow..abbiamo un ministro per la semplificazione) nel suo falò vuole buttarvia queste vecchie, vecchissime disposizioni…

Ho trovato con facilità questi dettagli sulle accise. Ciò che invece ho avuto difficoltà a rintracciare è la composizione del prezzo della benzina con un po’ più di dettaglio. Ha fatto molto scalpore la presenza di accise presenti dagli anni 30, e si giustifica l’incredibile aumento del prezzo dei carburanti con l’aumento del prezzo del petrolio, quindi si giustifica l’aumento dei beni di prima necessità, dell’energia elettrica, dei prezzi dei biglietti aerei, ecc., e dunque l’insorgere di nuove proteste dai ceti meno abbienti della popolazione, dai gruppi di autotrasportatori, dei pescatori, insomma da tutte quelle categorie strettamente legate alla risorsa Petrolio.

Entrando un po’ più nel dettaglio, ecco le famose accise reperibili senza difficoltà (Wikipedia)

  • 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935 (0,001 euro);
  • 14 lire per la crisi di Suez del 1956 (0,007 euro);
  • 10 lire per il disastro del Vajont del 1963 (0,005 euro);
  • 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966 (0,005 euro);
  • 10 lire per il terremoto del Belice del 1968 (0,005 euro);
  • 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976 (0,051 euro);
  • 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980 (0,039 euro);
  • 205 lire per la missione in Libano del 1983 (0,106 euro);
  • 22 lire per la missione in Bosnia del 1996 (0,011 euro);
  • 0,020 euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004.

Per ogni litro di carburante si applicano anche alcune tasse tra cui l’Iva al 20% sul prezzo del carburante con le accise. Quindi per ogni litro si paga A, il costo industriale della benzina, B le accise e alcune tasse minori, C l’iva al 20% di A+B. Al 22 giugno 2008 A+B+C= 1,547 € circa.

Ed ecco qua il frutto della mia ricerca: i dati si riferiscono purtroppo solamente al 9 giugno, ma danno una idea chiara e precisa del fenomeno:

Prezzo industriale 0,688 € = 45,78%
Accisa    0,564 € = 37,52 %
Iva 20%    0,251 € = 16,7 %

Ecco dunque perchè paghiamo ormai più di 1,5€ al litro. Ecco il famigerato caro petrolio (0,688 € al litro), in data di oggi è valutato 134 $ al barile. In termini più tangibili un barile equivale a 158,98 litri, dunque con il cambio attuale €/$ il prezzo di 1 litro di petrolio è di 0,5401 € (petrolio, cioè ancora la materia grezza da raffinare in benzina, gasolio, ecc).Aggiungendo i costi di lavorazione, trasporto, costi del personale, ecc si ottiene il prezzo industriale della benzina in Italia di 0,688 €. Questo prezzo però è solamente il 45,7% del prezzo finale, si vede però con facilità che le tasse (accisa + iva) ammontano al 54,22% sul prezzo totale.

I margini di manovra per ridurre il prezzo al consumatore in Italia ci sarebbero tutti. E’ vero che per ridurre tali imposte indirette, lo Stato dovrebbe rinunciare ad un importante flusso di entrate nelle proprie casse. Ma meno entrate = meno uscite (investimenti, welfare, stipendi, ecc.), e sinceramente vedrei negativamente il finanziamento di una diminuzione del prezzo del carburante con il debito pubblico, già abbastanza elevato (105% circa) e che costa all’Italia circa 70 miliardi di € l’anno in interessi. Direi già abbastanza. Inoltre è fino al 1997 l’Iva al prezzo del carburante era al 19%.

In un periodo di recessione economica mondiale come quello attuale, direi che sarebbe difficile ridurre il prezzo del carburante. Da cittadino guardo sconfortato il pannello dei prezzi dei distributori, ma ragionando su queste cifre, direi che sarebbe in questo momento economico sbagliato ridurre le accise sul carburante. Ora, oggi, in questo periodo.

Diffidate da quanti dicono che è necessario aumentare l’estrazione di petrolio, “Andiamo a trivellare in Antartide” ha detto qualche avido di $$. Questo settore è quello più sviluppato. Cioè il livello attuale di estrazione è sufficiente a soddisfare la domanda, il problema lo si riscontra nel passo successivo, cioè nella raffinazione: le raffinerie sono relativamente insufficienti a soddisfare una domanda in crescita. Quando si dice che le potenze emergenti (Cina, India, Brasile) contribuiscono all’aumento del prezzo del petrolio, è perché il numero delle raffinerie è variato di poco, rispetto all’estrazione della materia grezza.

Ragionando invece su come si può efficacemente ridurre il costo del carburante, c’è qualche possibilità.

  1. E’ possibile agire dal punto di vista della domanda: i cittadini e gli Stati decidono di ridurre il consumo (e la domanda) di carburanti e di petrolio. Con uno shock negativo nella domanda, i prezzi potrebbero lentamente calare, a patto che non segua successivamente uno shock negativo, poiché questo quasi sicuramente porterebbe ad un aumento più elevato del prezzo del petrolio. Quindi ridurre l’utilizzo del petrolio in modo sensibile e costante, attuare cioè una vera e propria Rivoluzione Verde. Riduzione dei consumi di petrolio (e anche di energia elettrica, in Italia per larga parte, circa 68%, prodotta dal petrolio), riduzione dell’inquinamento, quindi riduzione dei prezzi. Una volta presa però questa strada è importante andare verso una eliminazione totale o quasi dell’utilizzo del petrolio come fonte energetica.
  2. Si può agire contro la speculazione del prezzo. Sono in molti a ritenere che il prezzo del petrolio sia aumentato, oltre per i fattori sopra citati, anche per un aumento nell’attività di speculazione. Il prezzo al barile è stato artificialmente aumentato, al fine di ottenere maggiori guadagni dalle compagnie petrolifere, in previsione di un lento declino nella domanda. Contro questa pratica è possibile contro-speculare, attraverso semplici dichiarazioni, ma che siano credibili e fatte da istituzioni credibili. Esempio italiano: il governo dichiara la creazione di qualche centrale nucleare sul suolo italiano. Si mira a ridurre il consumo di petrolio per la produzione energetica, come detto al 68%. Gli effetti di questa dichiarazione sono difficilmente riscontrabili, poiché l’Italia è, su scala mondiale, il 12 consumatore di petrolio (secondo il BP Statistical Review 2007) incide dunque per il 2,2%. Capite voi che se l’Italia, sempre su scala mondiale, riducesse il proprio consumo al di 0,2% in 8-9 anni (previsione ottimistica per l’entrata in funzionamento della prima centrale nucleare), non avremo grandi effetti sul prezzo del petrolio, sopratutto se una potenza emergente come la Cina, aumenta la propria domanda energetica a ritmi bel più elevati (5-6% annuo). Al contrario se una Unione Europea forte e decisa, dichiarasse “Costruiremo 50 nuove centrali nucleari, 1000 nuove centrali solari e ridurremo il consumo europeo da 15.069 milioni di barili AL GIORNO, a meno di 10.000 milioni in 10 anni, a causa del continuo aumentare del prezzo del petrolio”. Direi che un’affermazione del genere, potrebbe venire presa in considerazione dai maggiori speculatori e produttori di petrolio, che per evitare di perdere in 10 anni miliardi e miliardi di $, potrebbero seriamente pensare di ridurre il prezzo del petrolio e cercare di ritardare il più possibile l’abbandono dell’oro (per loro) nero.

Certo queste misure sono più vicine all’Utopia che alla realizzazzione pratica. Sicuramente una riduzione nei consumi farà bene sia all’ambiente sia alle nostre tasche (mai dimenticare l’aspetto economico delle cose). E’ per questo che consiglierei a tutti, di comprare una bella bici, un bell’ombrello, e organizzarvi per utilizzare il meno possibile l’auto e la moto. Le previsioni da qui ad un anno danno il prezzo del petrolio in salita fino a 175$. Non sperate di vedere in riduzione i prezzi, non credeteci.

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5 Responses to “Il prezzo della benzina”

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Mi risulta che nel 2006 oltre il 60% delle centrali elettriche usano il gas naturale e solo il 12,9% derivati petroliferi,
il costo del gas è diverso rispetto il costo del petrolio.

Si è vero, la produzione di energia dal petrolio è calata sensibilmente negli ultimi anni. Ed è anche vero che il prezzo di gas e petrolio sono differenti, come pure differenti le tasse e accise che si applicano. Rientra nella strategia dell’Italia slegarsi dall’andamento del petrolio e cercare invece appoggi multicentrici su piccoli paesi grandi esportatori di gas, attraverso accordi bilaterali. A questo servivano anche i rigassificatori, per rendere meno costoso e in qualche modo più sicuro il trasporto del gas. In questo ambito potrei criticare l’attuale politica di lungo periodo di spostarsi verso il nucleare. I due beni, petrolio e gas, appartengono però allo stesso mercato “materie prime per produzione energia, per mezzi di trasporto, uso civile(riscaldamento e cucina)” e sono legati in una certa misura. Il prezzo del gas segue l’andamento del prezzo del petrolio, per vari motivi perlopiù economici, ma non solo, anche speculativi e politici.

desidero chiedere al signor ministro scajola …(vorrei ancora chiamarlo signore!) perchè desidera ancora prendere in giro il CITTADINO ITALIANO e vi dico perchè: avrebbe voluto sterilizzare l’IVA sul prezzo finale delle benzinwe in genere per fare scendere il prezzo alla pompa per il mortale Cittadino.
ed invece cosa è successo? Il Buffone non ha sterilizzato un bel niente, il costo delle benzine è salito, stabilizzandosi sulle 1.48 Euro anche se il costo del petrolio è diminuito di oltre il 25 per cento… praticamente il signor (si fa per dire!) scajola ci ha preso tutti per i fondelli infierendo sull’italia media bassa.. tanto lui benzina non ne paga…la pahiamo noi per Lui:
BUFFONE DI UN MINISTRO.. FATTI AVANTI SE HAI LE PALLE E RISPETTA QUELLO CHE AVEVI PROMESSO: STERILIZZA L’IVA SUL COSTO DELLE BENZINE E FAI ABBASSARE IL PREZZO FINALE..
CORDIALMENTE.
ANTONIO OMERO

PER CASO VOLETE ANCHE VOI STERILIZZARE IL MIO LIBERO E DEMOCRATICO PENSIERO?
CHE VUOL DIRE E’ IN CODA DI MODERAZIONE?
CHE CENSURATE IL LIBERO PENSIERO DEL CITTADINO?
LA RETE E’ NATA GRAZIE A DIO PER FAR RIVIVERE LA LIBERTA’.
SALUTI LIBERI
ANTONIO OMERO

Nessuna censura né sterilizzazione :) . Internet è nata libera e lo spam cavalca questa libertà.
Un grazie libero e sincero
Diego Pinna


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